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Da tempo penso di organizzare teoricamente un tipo di poesia. A volte la chiamo “neocrepuscolare”, altre volte “lacustre”, anzi “neolacustre”, visto che già sono esistiti dei meravigliosi lacustri britannici del XIX secolo. Ho anche inventato la definizione “UltraVoid”, per descrivere questo vuoto pneumatico, l’UltraVuoto. Ma è “NeoCrepuscolare” il termine che trovo più preciso e suggestivo. Perché condivide oggetti, origini e percorsi poetici dei vecchi cuginetti. Tommaso Labranca



Tommaso Labranca (Milano 1962-2016) ha pubblicato saggi (Andy Warhol era un coatto, Chaltron Hescon, Neoproletariato, Astrakhan), narrazioni (Il piccolo isolazionista, 78.08, Haiducii). Ha pubblicato per Ventizeronovanta Mu - La risaia in fiamme (2015), Diamonds Are For Eva(2016) e Vraghinaroda - Sopravvivendo a hipster situazionisti, santexuperine scalze e mistificatori deleuziani.



Tommaso Labranca

Agosto oscuro

col la prefazione di Mariarosa Mancuso

i libr di Tipografia Helvetica

ISBN 978 88 99 654 05 4












​​​​​​​Tra le molte incantevoli scritture di Tommaso Labranca da Pantigliate, queste poesie agostane. Poesie in rima, o in forma di sonetto, dopo che il novecento ha spazzato via pure questa - minima - barriera d’entrata. Poesie contemporanee e coltissime. Nessun altro sa disinvoltamente scrivere “xenodochio” (un ostello a San Romerio, Grigioni, che accoglieva chiunque si convertisse al cristianesimo). Poche pagine prima, era di scena Madonna Ciccone caduta da cavallo. Poche pagine dopo l’Inventabibite Fabbri. L’ironia ricorda Guido Gozzano da Aglié. Citato nel racconto “Iva è partita - Fiaba patetico-fiscale”: alza parecchio l’asticella, se a qualcuno ancora venisse voglia di raccontare il precariato. Omaggiato nella poesia d’amore “Hjärta, il cuore come un pacco piatto che non ho mai montato”. Ovvero: “Guidogozzano all’Ikea”, giusto per procurare all’intellettuale italiano un brivido da “signora mia, dove andremo a finire”. Tutti gli altri godranno l’intelligenza brillante, la gran curiosità, la magnifica lingua. (dalla prefazione di Mariarosa Mancuso) Tommaso Labranca, studioso del costume dotato di uno sguardo illuminante e di una lingua affilata come un rasoio. Da Andy Warhol era un coatto a Neoproletariato, Astrakhan, Haiducii, alla stessa rivista Tipografia Helvetica si è sempre impegnato a smascherare i millantatori di cultura, i radical chic, gli autori di manoscritti venduti negli Autogrill, gli abitué dei salotti buoni televisivi, quelli che cadono sempre in piedi, gli indignati di professione, lui che s’indignava genuinamente e di non venire a patti con la libertà di denunciare l’ipocrisia che lo circondava, venendo spesso messo da parte per quest’eccessiva purezza. Tommaso un intellettuale nella sua forma più pura e lo ha dimostrato anche nella sua ultima opera, “Vraghinaroda”, individuando nel mondo dell’arte quei nemici del popolo, i vraghì naròda che Stalin mandava ai lavori forzati nei gulag siberiani colpevoli di “crimini del pensiero”, cioè di pensarla diversamente da lui. Ha volto per l’ultima volta la lente suo sguardo, chirurgico come un raggio della morte, al mondo dell’arte. Lo stesso sguardo che aveva indagato il dilagante fenomeno dell’emulazione fallita, del “Trash”, teoria che lo ha reso celebre e dalla quale si era allontanato quando gli era sfuggita di mano, distanziandosi dalla sua intenzione. In questa raccolta intitolata “Agosto oscuro”, in onore del mese che odiava e che se l’è portato via e da una collezione di poesie scritte in un agosto di qualche anno fa, abbiamo cercato di raccogliere dei frammenti della sua lingua e del suo pensiero che altrimenti si sarebbero perso nel tempo e nella rete. Sono poesie ambientate all’IKEA, testi per un reading incentrato sull’inverno, un racconto epistolare intriso di malinconia impiegatizia, un saggio su Lucio Battisti. Piccole gemme che abbiamo deciso di salvare dall’oblio e dalle fiamme che Tommaso auspicava alla sua morte e che abbiamo pubblicato nel miglior modo possibile, con quella stessa cura che Tommaso metteva in ogni sua produzione. È questo il miglior modo per tenerlo con noi. In tasca. Tommaso Labranca Agosto oscuro (prefazione di Mariarosa Mancuso) Collana i libri di Tipografia Helvetica ISBN 978 88 99 654 05 4 260 pagine / brossura

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Da tempo penso di organizzare teoricamente un tipo di poesia. A volte la chiamo “neocrepuscolare”, altre volte “lacustre”, anzi “neolacustre”, visto che già sono esistiti dei meravigliosi lacustri britannici del XIX secolo. Ho anche inventato la definizione “UltraVoid”, per descrivere questo vuoto pneumatico, l’UltraVuoto. Ma è “NeoCrepuscolare” il termine che trovo più preciso e suggestivo. Perché condivide oggetti, origini e percorsi poetici dei vecchi cuginetti. Tommaso Labranca



Tommaso Labranca (Milano 1962-2016) ha pubblicato saggi (Andy Warhol era un coatto, Chaltron Hescon, Neoproletariato, Astrakhan), narrazioni (Il piccolo isolazionista, 78.08, Haiducii). Ha pubblicato per Ventizeronovanta Mu - La risaia in fiamme (2015), Diamonds Are For Eva(2016) e Vraghinaroda - Sopravvivendo a hipster situazionisti, santexuperine scalze e mistificatori deleuziani.



Tommaso Labranca

Agosto oscuro

col la prefazione di Mariarosa Mancuso

i libr di Tipografia Helvetica

ISBN 978 88 99 654 05 4












​​​​​​​Tra le molte incantevoli scritture di Tommaso Labranca da Pantigliate, queste poesie agostane. Poesie in rima, o in forma di sonetto, dopo che il novecento ha spazzato via pure questa - minima - barriera d’entrata. Poesie contemporanee e coltissime. Nessun altro sa disinvoltamente scrivere “xenodochio” (un ostello a San Romerio, Grigioni, che accoglieva chiunque si convertisse al cristianesimo). Poche pagine prima, era di scena Madonna Ciccone caduta da cavallo. Poche pagine dopo l’Inventabibite Fabbri. L’ironia ricorda Guido Gozzano da Aglié. Citato nel racconto “Iva è partita - Fiaba patetico-fiscale”: alza parecchio l’asticella, se a qualcuno ancora venisse voglia di raccontare il precariato. Omaggiato nella poesia d’amore “Hjärta, il cuore come un pacco piatto che non ho mai montato”. Ovvero: “Guidogozzano all’Ikea”, giusto per procurare all’intellettuale italiano un brivido da “signora mia, dove andremo a finire”. Tutti gli altri godranno l’intelligenza brillante, la gran curiosità, la magnifica lingua. (dalla prefazione di Mariarosa Mancuso) Tommaso Labranca, studioso del costume dotato di uno sguardo illuminante e di una lingua affilata come un rasoio. Da Andy Warhol era un coatto a Neoproletariato, Astrakhan, Haiducii, alla stessa rivista Tipografia Helvetica si è sempre impegnato a smascherare i millantatori di cultura, i radical chic, gli autori di manoscritti venduti negli Autogrill, gli abitué dei salotti buoni televisivi, quelli che cadono sempre in piedi, gli indignati di professione, lui che s’indignava genuinamente e di non venire a patti con la libertà di denunciare l’ipocrisia che lo circondava, venendo spesso messo da parte per quest’eccessiva purezza. Tommaso un intellettuale nella sua forma più pura e lo ha dimostrato anche nella sua ultima opera, “Vraghinaroda”, individuando nel mondo dell’arte quei nemici del popolo, i vraghì naròda che Stalin mandava ai lavori forzati nei gulag siberiani colpevoli di “crimini del pensiero”, cioè di pensarla diversamente da lui. Ha volto per l’ultima volta la lente suo sguardo, chirurgico come un raggio della morte, al mondo dell’arte. Lo stesso sguardo che aveva indagato il dilagante fenomeno dell’emulazione fallita, del “Trash”, teoria che lo ha reso celebre e dalla quale si era allontanato quando gli era sfuggita di mano, distanziandosi dalla sua intenzione. In questa raccolta intitolata “Agosto oscuro”, in onore del mese che odiava e che se l’è portato via e da una collezione di poesie scritte in un agosto di qualche anno fa, abbiamo cercato di raccogliere dei frammenti della sua lingua e del suo pensiero che altrimenti si sarebbero perso nel tempo e nella rete. Sono poesie ambientate all’IKEA, testi per un reading incentrato sull’inverno, un racconto epistolare intriso di malinconia impiegatizia, un saggio su Lucio Battisti. Piccole gemme che abbiamo deciso di salvare dall’oblio e dalle fiamme che Tommaso auspicava alla sua morte e che abbiamo pubblicato nel miglior modo possibile, con quella stessa cura che Tommaso metteva in ogni sua produzione. È questo il miglior modo per tenerlo con noi. In tasca. Tommaso Labranca Agosto oscuro (prefazione di Mariarosa Mancuso) Collana i libri di Tipografia Helvetica ISBN 978 88 99 654 05 4 260 pagine / brossura