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Da allora le due esistenze si divisero.

Mattia Cavadini ci mette in guardia sino dall’inizio del suo racconto: è la storia di un distacco. Un doppio diario in cui le date sono le stesse, ma in cui le voci si allontanano fino a non sentirsi più. Un padre costringe il figlio a seguirlo nel suo allontanamento dalla modernità, trasferendosi in una zona montana ancora per poco salva dalla distruzione della natura che sta segnando il Ticino. Il figlio prova attrazione per ciò che gli è stato tolto, fugge, si immerge in città sempre più grandi e distanti. Il figlio non cerca più il padre, il padre continua ad attendere il figlio così come attende i segni delle stagioni. Alla fine il figlio diventerà padre a sua volta, proverà a tornare, crederà di aver capito il genitore. Un’illusione di comprensione, di essere nel giusto e che potrà forse essere il punto di partenza per altri conflitti tra generazioni, per altre fughe.



Mattia Cavadini (Lugano, 1970) è autore di due testi narrativi Inganno turrito (Casagrande, Bellinzona, 1995, Premio Schiller) e Un cielo blu genziana (racconto di fantasia ispirato alla figura dell’architetto Tita Carloni, pubblicato dalle edizioni Capelli di Mendrisio nel 2014). Nella collana dell’editore Manni di Lecce ha inoltre dato alle stampe due testi sperimentali, a metà strada fra prosa e poesia, Sullo sfondo (2002) e L’ultimo giorno (2005). Sul fronte della critica letteraria ha pubblicato una monografia dedicata all’opera di Giorgio Manganelli (La luce nera, Bompiani, Milano, 1997) e un saggio sulla poesia contemporanea (Il poeta ammutolito. Letteratura senza io, Marcos y Marcos, Milano, 2003).



Ritorno dal bosco

​​​​​​​Mattia Cavadini

ISBN 978 88 99 654 06 1

€ 15,00

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Da allora le due esistenze si divisero.

Mattia Cavadini ci mette in guardia sino dall’inizio del suo racconto: è la storia di un distacco. Un doppio diario in cui le date sono le stesse, ma in cui le voci si allontanano fino a non sentirsi più. Un padre costringe il figlio a seguirlo nel suo allontanamento dalla modernità, trasferendosi in una zona montana ancora per poco salva dalla distruzione della natura che sta segnando il Ticino. Il figlio prova attrazione per ciò che gli è stato tolto, fugge, si immerge in città sempre più grandi e distanti. Il figlio non cerca più il padre, il padre continua ad attendere il figlio così come attende i segni delle stagioni. Alla fine il figlio diventerà padre a sua volta, proverà a tornare, crederà di aver capito il genitore. Un’illusione di comprensione, di essere nel giusto e che potrà forse essere il punto di partenza per altri conflitti tra generazioni, per altre fughe.



Mattia Cavadini (Lugano, 1970) è autore di due testi narrativi Inganno turrito (Casagrande, Bellinzona, 1995, Premio Schiller) e Un cielo blu genziana (racconto di fantasia ispirato alla figura dell’architetto Tita Carloni, pubblicato dalle edizioni Capelli di Mendrisio nel 2014). Nella collana dell’editore Manni di Lecce ha inoltre dato alle stampe due testi sperimentali, a metà strada fra prosa e poesia, Sullo sfondo (2002) e L’ultimo giorno (2005). Sul fronte della critica letteraria ha pubblicato una monografia dedicata all’opera di Giorgio Manganelli (La luce nera, Bompiani, Milano, 1997) e un saggio sulla poesia contemporanea (Il poeta ammutolito. Letteratura senza io, Marcos y Marcos, Milano, 2003).



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ISBN 978 88 99 654 06 1