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Kick Boxing Light Contact

Categories: Specialty:Books & E-books - Added on May 18, 2011 - # 9481

Perché un libro sulla kickboxing a contatto leggero?
La definizione “contatto leggero” provoca spesso espressioni scettiche e di supponenza negli Istruttori che si occupano prevalentemente di discipline a Contatto Pieno (quali Boxe, Kickboxing, ecc) che a volte considerano le “altre” discipline, quelle con minor rischio fisico, minori, più facili. In effetti, iniziare la pratica agonistica con discipline di questo tipo, dà la possibilità ad un atleta di fare le proprie considerazioni sul continuare o no la propria carriera sportiva e/o agonistica e in quale direzione.
A volte giovani e promettenti atleti vengono letteralmente ”buttati” sul ring, vittime del loro stesso entusiasmo e di Istruttori poco prudenti che poi difficilmente continuano la carriera sia sportiva che agonistica in quanto, non essendo adeguatamente preparati subiscono, a volte, brutte sconfitte e di sicuro non offrono neppure un buon spettacolo dal punto di vista tecnico.
Per chi conosce la realtà di questo settore sa benissimo che anche le discipline a Contatto Leggero, a seconda dell’importanza del Torneo e delle Federazioni organizzatrici, tanto a contatto leggero non sono, soprattutto quando un atleta si avvicina alla fase finale dopo aver già affrontato 2,3,4,5 incontri nella stessa giornata.
Nelle discipline Light la richiesta energetica è enorme perché l’atleta deve essere sempre in movimento; la frequenza dei colpi è altissima e l’incontro viene giudicato non solo per i colpi portati a bersaglio ma anche per chi sfodera il bagaglio tecnico migliore; non a caso spesso vi è la regola che un atleta deve portare almeno 5 calci effettivi per ripresa.
Sono del tutto convinto che discipline del genere debbano essere anche belle da vedere dal punto di vista tecnico. Chi è della mia generazione probabilmente si ricorda quanta diffusione aveva il Full Contact sia in Italia che all’estero. Gli atleti e i Campioni di queste discipline provenivano tutti o dalle Arti Marziali classiche, dalla Savate o comunque da discipline dove avevano avuto modo di apprendere, nel tempo, quei colpi che potevano rendere spettacolare un incontro, DominqueValera, Bill Wallace, Pennacchio, gli Italiani Liberati e Perreca e tanti altri tanto per fare qualche esempio.
Adesso è raro vedere in un confronto calci ad Ascia, Girati o Spazzate; si punta su quei 3/4/5 colpi di sicuro effetto, su quel paio di soluzioni tattiche e via sul quadrato di gara con magari l’Istruttore, come mi è capitato di vedere, che all’allievo, in palese difficoltà, gli urla “vai che vai bene!”.
Non mi stancherò mai di ripetere che un buon bagaglio tecnico supportato da una buona preparazione atletica, darà la possibilità ad un atleta di poter affrontare le varie situazioni di gara con la consapevolezza di aver messo in campo tutte le proprie risorse.
In questo testo, purtroppo, non si troverà la ricetta per diventare Campioni oppure Istruttori infallibili, quella è una strada che ognuno dentro di sé deve percorrere, pagando gli errori con l’esperienza. Questo è il mio personale punto di vista dettato da anni di esperienza sul campo, come allo stesso modo questo testo che ho elaborato non ha la pretesa di essere immodificabile, spero però che possa servire da traccia a chi si vuole accostare a queste discipline, Atleta o Istruttore che sia.
Alcuni amici, che ringrazio, mi hanno dato una mano per la parte che riguarda l’alimentazione e l’utilizzo dei più comuni integratori alimentari: il Professor Fulvio Marzatico dell’Università di Pavia, docente di Scienza dell’Alimentazione e il Dottor Massimo Negro Dietologo Sportivo di Pavia.

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